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IL NOSTRO LATO COMPETITIVO


“Non cerco di ballare meglio di chiunque altro. Cerco solo di ballare meglio di me stesso.” MIKHAIL BARYSHNIKOV


La danza da competizione non è come uno spettacolo teatrale in cui tutto funziona perché pianificato e praticato, in teatro tutte le aspettative dei ballerini possono solitamente essere radicate in un'esperienza precedente e ripetutamente provata.


Nella danze latino da competizione si devono fare i conti con una situazione diversa.


Oltre a preparare il nostro programma attraverso la pratica, la formazione e il coaching, ci sono elementi della prestazione che non possono essere previsti e devono essere affrontati "con i nostri piedi”.

Per esempio: l'impossibilità di avere sempre tutto lo spazio a disposizione, l'impossibilità di scegliere la musica etc.......


Tutte le occasioni agonistiche portano con sé un'energia e un'eccitazione speciali che possono congelare il ballerino nella paura del palcoscenico oppure servire a stimolarlo.


Affrontare le condizioni inaspettate sulla pista da ballo ti farà spesso perdere l'equilibrio e perdere il controllo, con l'energia nervosa del tuo partner, con le sfide tecniche nel tuo programma - tutto questo può essere un'esperienza molto scoraggiante.


In effetti ci si potrebbe chiedere perché i ballerini competano, e certamente chi lo fa ha una buona dose di  “coraggio e di temerarietà”.


Uno spirito competitivo è prezioso ma non se è l'unico scopo.


I ballerini che usano il loro programma per gareggiare come veicolo per presentare una sfida, troppo spesso perdono la danza, perdono la collaborazione e l'intera attività sembra una lotta ad alta potenza, mentre quelli che possono concentrarsi sulla danza stessa presentano il ballo come un qualcosa da assaporare, valorizzare, valutare, godendo di un'esperienza completamente diversa.


Quando l'atteggiamento o l'approccio alla danza è solo orientato all'obiettivo, il movimento viene eseguito in modo diverso perché il ballerino CHE E’ IL MOVIMENTO, che sta ballando, ha una preoccupazione emotiva primaria e reale che lo motiva e che ha ben poco o niente a che vedere con la motivazione dietro la coreografia.

Questo porta a una situazione confusa sia per i ballerini che per i giudici e per il pubblico.


Lottare per raggiungere una posizione non è una delle scelte che consiglio, perché non sempre serve al ballo.


Spesso lo spirito competitivo incoraggia l' EGO a farsi coinvolgere. per cercare SODDISFAZIONE.


La competizione dovrebbe essere una piattaforma per i ballerini per CREARE danza o PROMUOVERE se stessi?


Quando i ballerini sono NOTI professionisti, dovrebbero presentare superiorità o presentare una danza superiore?


Secondo me se la situazione non è sempre controllata in modo consapevole costruendo hanno una strategia chiara, per questo certe volte molti ballerini sembrano separati da ciò che stanno creando.


E voi che ne pensate?


A presto


Emanuele

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